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f.a.q.
(domande frequenti - frequently asked questions)
patenti

a cura della scuola nautica il gabbiano


Qui di seguito abbiamo tentato di fornire risposte, quanto più possibile esaurienti e, allo stesso tempo sintetiche, per tutti quegli argomenti che possano lasciare un po' perplessi quanti di voi si stanno avvicinando ora al mondo della nautica e si trovino di fronte ad alcune difficoltà "interpretative". In primo luogo si può essere disorientati dalla tecnicità di alcune terminologie che non sempre sono d'aiuto, anche quando il loro intento è quello di sintetizzare un principio che dovrebbe essere comprensibile per chiunque. In secondo luogo, spesso, ci si trova ad affrontare scelte per le quali è necessario conoscere un minimo di normativa specifica della nautica da diporto, materia con la quale, di solito, non si ha grande familiarità, quando si approda a siti come il nostro.
Questa pagina, così come altre che cercheremo di creare, è nata per facilitare la vostra attenta ricerca delle mete più adatte alle vostre esigenze, e sarà, per quello che è nelle nostre possibilità, migliorata ed aggiornata alle normative più recenti, l'ultima delle quali, in ordine di tempo, è il Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171, pubblicato sulla G.U. n. 202 del 31 agosto 2005 - Suppl. Ord. n. 148, in merito al quale è stata qui riportata qualche segnalazione sulle principali novità introdotte.
Buona navigazione.





L'ultimo aggiornamento / revisione di questa pagina
è del
21 febbraio 2006, alle ore 20:00



faq

indice degli argomenti:


 - definizioni: unità da diporto e navigazione da diporto


 - patente nautica: quando serve,  chi può conseguirla,


   e che cosa è possibile fare, con la patente, in due esempi:


esempio 1 (vela-motore entro 12 miglia dalla costa)


esempio 2 (motore senza limiti dalla costa)



 - definizione di lunghezza fuori tutto (lft)


 - definizione di lunghezza misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 (lft)


- lunghezza massima


- lunghezza scafo



 - definizioni di:


natanti, imbarcazioni, navi,


intese come classificazione delle unità da diporto



 - che cosa si può fare, relativamente al comando delle unità da diporto,
senza la patente nautica,
al compimento del 16° anno di età



 - R.I.D. (Registro Imbarcazioni da Diporto)


 - R.N.D. (Registro Navi da Diporto)


 - D.P.R. 431/97 sulla disciplina delle patenti nautiche


 - Legge 8 luglio 2003 n°172 concernente disposizioni


per il riordino ed il rilancio della nautica da diporto.


 - D.L. n°171 del 18 luglio 2005 Codice della nautica da diporto


ed attuazione della direttiva 2003/44/CE


 - Apparati radio vhf


 - Aquascooters


 - Programmi d'esame per il conseguimento delle patenti nautiche










che tipo di unità da diporto posso condurre, una volta conseguita una patente nautica per imbarcazioni a vela con motore ausiliario entro dodici miglia dalla costa?


tutte le unità da diporto a vela, a motore e a vela con motore ausiliario, con scafo di lunghezza fino a 24 metri compresi, entro dodici miglia da qualunque costa circostante.





che tipo di unità da diporto posso condurre, una volta conseguita una patente nautica per imbarcazioni a motore senza limiti dalla costa?


tutte le unità da diporto a motore, con scafo di lunghezza fino a 24 metri compresi, senza alcun limite di distanza dalla costa.





quando è necessaria la patente nautica?
faq
la patente nautica è necessaria per condurre una qualsiasi unità da diporto a vela e a motore fino a 24 metri di lunghezza dello scafo nei seguenti casi:
a) per la navigazione oltre sei miglia dalla costa;
b) quando il motore installato a bordo sia di cilindrata superiore a 750cc, se fuoribordo due tempi (miscela benzina-olio), o a 1.000cc se fuoribordo quattro tempi benzina, o a 1.300cc se entrobordo quattro tempi a benzina, o a 2.000cc se diesel, e comunque quando la potenza complessiva del/i motore/i installato/i sia superiore a 40,8 cv, ovvero 30 kw;
c) quando si conduce un'unità da diporto che traina uno sciatore, a prescindere dalla potenza installata e dalla distanza dalla costa;
d) quando si conduce una moto d'acqua, a prescindere dalla potenza del motore installato, pur nei ristretti limiti (un miglio dalla costa), imposti dalla normativa vigente.





chi può conseguire la patente nautica?


per il conseguimento delle patenti di categoria "A", ovvero comando e condotta di imbarcazioni da diporto e "B", comando navi da diporto, chiunque, in possesso dei requisiti fisici e morali richiesti dal D.P.R. 431/97, abbia compiuto, al momento della presentazione della domanda d'esame, il 18° anno d'età.





che cosa si intende per "navigazione da diporto"?


per "navigazione da diporto" si intende la navigazione effettuata per soli fini sportivi e/o ricreativi e comunque non finalizzati a realizzare un guadagno. Da qui la definizione "non a scopo di lucro" caratteristica del diporto, anche in ambito nautico.





Che cosa indica l'acronimo "lft"? Forse "lunghezza fuori tutto"? E che cosa si intende per "lunghezza fuori tutto"?
Perchè oggi sento spesso parlare di "lunghezza massima" e di "lunghezza dello scafo"? Che cosa sono? Hanno a che fare con le norme EN/ISO 8666?


Si, effettivamente "lft" indica la "lunghezza fuori tutto" di un mezzo nautico, qualunque esso sia. Ai fini delle convenzioni internazionali, la "lunghezza fuori tutto" indica la lunghezza massima dello scafo, escluse le eventuali "appendici", ovvero plancette, bompressi, delfiniere, spoiler, e comunque qualsiasi cosa sia sporgente oltre la lunghezza dello scafo vero e proprio, ma non ne faccia parte ai fini strutturali. L'appendice, quindi, è qualcosa che viene "aggiunto" allo scafo, ma non ne è parte integrante ed eccede, con il suo ingombro, oltre la lunghezza dello scafo vero e proprio, e non viene conteggiato ai fini del calcolo della "lunghezza fuori tutto".
Tale accezione è stata recepita dalla normativa italiana del diporto nautico, per definire le misure di lunghezza delle unità da diporto fino all'entrata in vigore della legge n° 172 dell'8 luglio 2003 "Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico", La legge 172 dell'8 luglio 2003, nel recepire le direttive CE in materia, introduce, come parametro di riferimento per la misura della lunghezza delle unità da diporto, le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666. In quest'ottica viene intesa la "lunghezza massima" di un'unità da diporto come la distanza fra due piani perpendicolari alle estremità prodiera e poppiera della barca, quindi comprensiva di qualunque "appendice" dello scafo, inclusi bompressi, delfiniere od altro, mentre la "lunghezza scafo" è la distanza fra due piani perpendicolari alle parti più estreme dello scafo escludendo solo quelle appendici che siano non soltanto non strutturali, ma che possano essere rimosse senza azione distruttiva. Per esempio, un "bompresso" amovibile di una barca a vela, o una plancetta o una delfiniera che siano state applicate alla barca mediante giunzioni facilmente asportabili, non vengono computati ai fini della lunghezza dello scafo, ma se uno di questi elementi aderisce alla struttura dell'unità al punto da richiedere un'azione di taglio o simili interventi "distruttivi", appunto, per separarsi dal corpo galleggiante, tale elemento viene, a differenza di quanto avveniva precedentemente, valutato nella misura della lunghezza dello scafo. Il più recente D.L. 171 del 18 luglio 2005, in ottemperanza alla già citata direttiva CE, ricalca pienamente tale visione della misura delle unità da diporto, riconducendola appunto alle mensionate "norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666".





che cosa si intende per unità da diporto?


qualsiasi mezzo nautico adatto a svolgere la navigazione da diporto.





ho compiuto sedici anni e, alla mia età, non posso ancora conseguire l'abilitazione al comando ed alla condotta per le unità da diporto, quindi non posso assumere il comando di tali unità, quando sia richiesta la patente. E negli altri casi? Quali sono, se ci sono, le unità da diporto che posso condurre e, nel caso ve ne siano, in quali condizioni posso esercitare tale facoltà?
faq
le unità da diporto delle quali può essere assunto il comando, avendo compiuto sedici anni di età, sono tutti i natanti a vela ed a motore, fatta eccezione per le moto d'acqua, in navigazione entro sei miglia dalla costa e con motore installato di potenza e cilindrata inferiori a quelle indicate nel dpr 431/97 all' art.2 , in  particolare, con riferimento all' argomento "quando la patente è necessaria" trattato in queste faq.





quali sono i tipi di patenti che possono essere conseguite?


le patenti sono rilasciate per la navigazione entro dodici miglia dalla costa o senza limiti da essa, per le unità da diporto con scafo di lunghezza fino a 24 mt, a vela con motore ausiliario o, a richiesta dell'interessato, a motore.





Ho compiuto diciotto anni, ma non ho conseguito la patente nautica. Non posso condurre nessun tipo di unità da diporto? O posso assumere il comando solo dei cosiddetti "natanti"?


Al compimento dei diciotto anni di età è possibile assumere il comando di qualunque unità da diporto con scafo di lunghezz fino a 24 mt, fatta eccezione per le moto d'acqua, senza nessun tipo di abilitazione, quando i limiti di cilindrata o di potenza del motore non superino i limiti stabiliti dal dpr 431/97 all'art.2 , trattati anche in questo capitolo delle faq, mentre è necesario, oltre ad aver compiuto il diciottesimo anno, anche aver conseguito l'abilitazione richiesta, per condurre unità da diporto quando si superino i limiti succitati.





Ho letto che fra le dotazioni di sicurezza di un'unità da diporto che navighi oltre le sei miglia dalla costa, è prevista la presenza di un apparato VHF. Poichè questo, mi è sembrato di capire, richieda un'abilitazione da parte di chi usi tale apparato, nonchè una particolare "licenza" che mi autorizzi ad installare la radio a bordo, soggetta a controlli, ispezioni e colaudo, temo che l'espletamento delle pratiche relative diventi lungo ed oneroso. Potrei avere qualche delucidazione?


Il rilascio del "Certificato Limitato di Radiotelefonista di bordo", che di fatto è il documento che autorizza chi ne sia in possesso ad utilizzare la radio di bordo, è semplicissimo ad ottenersi. L'unico adempimento richiesto è una domanda da inoltrarsi direttamente al Ministero delle Comunicazioni. Saranno inoltre richieste due marche da bollo da Euro 14,60, oltre ad un versamento di Euro 0,52. Non si deve sostenere alcun esame. Inoltre, il rilascio della "Licenza di Esercizio di Stazione RTF", utile per poter installare l'apparato radio vhf a bordo della vostra unità, è anch'esso ridotto ad una semplice domanda, sia per le imbarcazioni che richiedano il "nominativo internazionale" col quale  l'unità da diporto immatricolata è identificabile tanto nel suo paese d'origine, quanto al di fuori di esso, comprese le acque internazionali, sia per i natanti ai quali, non essendo registrati e non avendo, quindi una "matricola", non verrà assegnato alcun "nominativo imternazionale". Sarà invece attribuito al proprietario (ed a chi lo stesso desideri estendere tale attributo) un identificativo di chiamata, col quale è consentito l'utilizzo, in regola, dell'apparato. Tutte le procedure relative all'attribuzione di Licenza di Esercizio di Stazione RTF (acronimo di RadioTeleFonica) non richiedono collaudo dell'apparato. Per quest'ultimo sarà invece indispensabile l'omologazione dell'articolo di fabbrica, valida e riconosciuta in Italia.





Compirò 18 anni il 30 luglio di quest'anno. Come tutti gli anni, nella località dove trascorrerò le vacanze estive, nel periodo compreso tra i mesi di luglio ed agosto, desidererei noleggiare, di tanto in tanto, una delle moto d'acqua disponibili per questo scopo, presso una delle spiagge, per compiere brevi escursioni. A quali problemi potrei andare incontro, visto che la nuova normativa ha introdotto qualche novità sull'utilizzo degli aquascooters? E' vero che è diventata obbligatoria la patente nautica per tali mezzi?


La nuova disciplina, nel capitolo inerente le patenti nautiche, ha introdotto sostanziali novità in merito alla condotta degli aquascooters, o moto d'acqua, che dir si voglia.
L'ultima, in ordine di tempo, ma senz'altro la più importante, è l'obbligo della patente nautica, a prescindere dalla potenza massima del motore, patente ottenibile solo al 18 anno di età. E' superfluo aggiungere che si prescinde anche dalla distanza dalla costa, dati i limiti, piuttosto restrittivi, di cui parleremo più avanti. Sarà necessario, quindi. attendere il compimento del diciottesimo anno, per poter conseguire la patente nautica, per essere in grado di condurre l'unità da diporto oggetto dei desideri. Attenzione alle sanzioni, ora solo amministrative, quindi ridotte al pagamento di una contravvenzione, ma salatissime. Altra regola, come avevamo preannunciato, di recente introduzione, ed anch'essa limitante, è la distanza dalla costa. Non più di un miglio, "restrittivamente", quindi non estensibile nemmeno mediante un'ordinanza del locale ufficio marittimo. Tenendo anche conto della distanza minima (200 o 300 mt, a seconda delle ordinanze locali dalla linea batimetrica congiungente punti di 1,60 mt di fondale) indicata presumibilmente da "barriere" di gavitelli, boe e/o altri galleggianti visibili, il raggio d'azione degli aquascooter è piuttosto ridotto.
La patente nautica, per gli aquascooter, si ribadisce, è stata ora introdotta in tutti i casi, a prescindere dalla potenza installata.





Che cos'è un natante da diporto?


E' un'unità da diporto con lunghezza dello scafo non superiore a 10 mt.
Vedi anche la definizione con la quale la nuova legge 172 dell'8 luglio 2003 riformula l'insieme delle unità da diporto appartenenti a tale categoria.





Che cosa sono le imbarcazioni da diporto?
faq
Tutte le unità adatte a svolgere la navigazione da diporto sono imbarcazioni quando la lunghezza dello scafo è maggiore di 10 metri e non superiore a 24 metri.





Che cos'è una nave da diporto?


Una nave da diporto è un'unità da diporto con lunghezza dello scafo maggiore di 24 metri.





Quali sono le differenze tra un natante ed un'imbarcazione, quando si tratta di unità da diporto?


Nella legislazione italiana in materia di naviglio da diporto, esiste una classificazione delle unità in base alla lunghezza dello scafo.
Le classi sono:   natanti (con scafo di lunghezza fino a 10 mt compresi)
imbarcazioni (> 10 mt di lunghezza dello scafo, fino a 24 mt compresi)
navi (> 24 mt)


la differenza principale consiste nella facoltà di non "immatricolare" (cioè iscrivere nei registri appositi tenuti dagli uffici marittimi) le unità definite "natanti". Tali unità, sono trattate alla stregua di qualunque "bene mobile non registrato", il cui semplice possesso vale come titolo di proprietà, tranne eventuali scritture tra privati, necessarie, in genere, a determinare un carico e scarico di responsabilità al momento di trasferire il possesso con tempi e date certi. Le imbarcazioni da diporto, al contrario, così come, del resto, le navi, sono veri e propri "beni mobili registrati" e, come tali, sono da iscriversi negli appositi registri (r.i.d. - registro imbarcazioni da diporto), tenuti dagli uffici marittimi (Capitanerie di Porto e Uffici Circondariali Marittimi, gestiti dal corpo della Guardia Costiera - Capitanerie di Porto). Il diverso regime giuridico nel quale versano le unità immatricolate, rispetto a quelle non immatricolate, nega a queste ultime il "diritto di bandiera" (ovvero non impone loro l'obbligo di bandiera), e quindi impedisce a tali unità di uscire in "acque internazionali". Questa impossibilità, dettata dall'adesione a specifiche convenzioni internazionali, è tuttora restrittivamente intesa come limite dei natanti non immatricolati, a non superare le dodici miglia dalla costa, anche quando la "classe" di appartenenza dello scafo in quanto tale consentirebbe all'unità di navigare senza limiti dalla costa. Tale limite può essere superato solo iscrivendo il natante nei r.i.d. e sottoponendo, quindi, il mezzo allo stesso regime giuridico delle imbarcazioni, ad esse, in questo modo, equiparate.





che cos'è il R.I.D.?


è il "Registro delle Imbarcazioni da Diporto". Tale registro, tenuto dagli uffici marittimi (Capitanerie di Porto e Uffici Circondariali Marittimi), contiene le "matricole" di tutte le unità iscritte con scafo di lunghezza fino a 24 mt compresi, definite, appunto "imbarcazioni da diporto".





che cos'è il R.N.D.?


è il "Registro delle Navi da Diporto". Tale registro, tenuto dagli uffici dell'Autorità Marittima (Capitanerie di Porto e Uffici Circondariali Marittimi), contiene le "matricole" di tutte le unità da diporto  con scafo di lunghezza >24 mt, definite, appunto "navi da diporto".





Quali sono le più importanti novità introdotte dalla legge 172 dell'8 luglio 2003, rispetto alla precedente normativa, intendendo quelle novità che comportino delle sostanziali mutazioni di comportamenti e/o adempimenti e/o altri motivi d'attenzione particolari entrati nelle consuetudini del diportista nautico?


L'entrata in vigore del D.L. 171 18 luglio 2005 ha in parte superato lacune delle novità introdotte dalla legge 8 luglio 2003 n° 172, di fatto, però, la legge 172 preannunciava il futuro "Codice della navigazione da diporto", realizzatosi, appunto nel D.L. 171. Ciononostante, possiamo individuare delle novità più significative:


introduzione delle "norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto"
è stata estesa a 10 mt di "lunghezza scafo" la misura entro la quale le unità da diporto a motore rientrino nella categoria dei natanti (prerogativa appartenente in precedenza solo alle unità a vela con motore ausiliario ed ai motovelieri, mentre per le unità a motore il limite oltre il quale esse diventassero "imbarcazioni" era 7,5 mt lft, con la "vecchia" normativa; in realtà, il superamento di questo limite si realizza con un'altra importante novità consistente nell'eliminazione, di fatto, dell'ulteriore suddivisione esistente per le imbarcazioni da diporto, basata, anzichè sulla lunghezza fuori tutto, sul tipo di propulsione principale del mezzo.
La classificazione basata sulla propulsione, tuttora vigente in materia di patenti nautiche, alla data di aggiornamento di questa pagina, è stata eliminata nella nautica da diporto, unificando la definizione, che precedentemente comprendeva le categorie: unità a vela, a vela con motore ausiliario, motovelieri e unità a motore, in un unica categoria definita "unità da diporto", che trovasi ad essere, invece suddivisa ancor'oggi in: "navi", "imbarcazioni" e "natanti".
faq
Abolizione della "tassa di stazionamento", che al momento dell' entrata in vigore della legge, era dovuta in misura proporzionale alla lft per le imbarcazioni e le navi da diporto.


Depenalizzazione pressochè totale delle infrazioni, fatta eccezione per l'ingresso non autorizzato nelle aree marine protette segnalate.


Introduzione di sanzioni pecuniarie, anche di notevole entità, in luogo della sanzione penale.


Introduzione dell'obbligo della maggiore età per l'uso di moto d'acqua (aquascooters), con ovvia necessità di patente, quando la potenza in cv sia superiore a 40,8cv (30kw) e/o quando concorrano le altre condizioni indicate nell'art. 2del D.P.R. 431/97.
Tale previsione è stata ora superata nel D.L. 171 del 18 luglio 2005 con l'introduzione dell'obbligo, in ogni caso, della patente nautica, per la conduzione delle moto d'acqua.


Semplificazione sostanziale di molte delle procedure necessarie per il diportista, quali ad esempio: immatricolazione di nuove unità ed installazione nuovo apparato vhf con relativa licenza di esercizio.





Quali sono le più importanti novità introdotte dal Decreto Legislativo 171 del 18 luglio 2005, rispetto alla precedente normativa, intendendo quelle novità che comportino delle sostanziali mutazioni di comportamenti e/o adempimenti e/o altri motivi d'attenzione particolari entrati nelle consuetudini del diportista nautico?


Il D.L. 171 del 18 luglio 2005 , introduce significative novità nel settore:


Introduzione dell'obbligo della patente nautica per la conduzione di moto d'acqua (aquascooters), a prescindere dalla potenza del motore installato, benchè nei limiti ristretti (entro un miglio dalla costa) imposti dalla normativa vigente;


Numerose le novità nel settore del noleggio, con l'introduzione del concetto di uso "commerciale" dell'unità da diporto e l'istituzione dei nuovi titoli professionali specifici per il settore, equiparati, pur se nei livelli più bassi, a quelli per la navigazione mercantile, in ossequi alle normative internazionali sulla sicurezza
Al contempo, sono previste dettagliate disposizioni sulla costruzione e la messa in esercizio, nonchè la classificazione delle unità da diporto, nell'ambito della direttiva CE cui fa riferimento il Decreto nel suo titolo.
Una particolarità va sottolineata: mentre si fa espresso riferimento al D.P.R 9 ottobre 1997 n. 431 sulla disciplina delle patenti nautiche in Italia, rispetto al quale si introducono sostanziali novità sui casi nei quali ricorre l'obbligo della patente nautica, come il caso degli aquascooter, mentre si crea la suddivisione in categorie della patente nautica, con l'introduzione della "direzione nautica" dell'unità da diporto, intesa come abilitazione di categoria C, relativa a natanti ed imbarcazioni, oltre alle preesistenti comando e condotta natanti ed imbarcazioni (A) e comando navi (B), non si specifica se, in tutto o in parte, tale D.P.R. debba essere considerato o meno in vigore, lasciandolo di fatto operante, sia pure, ci si auspica, nell'ambito di quelle parti non modificate dall'attuale legislazione.




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